{"id":10,"date":"2010-11-16T21:41:18","date_gmt":"2010-11-16T21:41:18","guid":{"rendered":"http:\/\/lauradifazio.altervista.org\/cms\/?page_id=10"},"modified":"2022-03-24T14:54:56","modified_gmt":"2022-03-24T14:54:56","slug":"critica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/?page_id=10","title":{"rendered":"Recensioni e critiche"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>&#8220;Laura Di Fazio: uno sguardo sull&#8217;incisione di oggi&#8221; &#8211; estratti dall&#8217;articolo di Greta Meroni su &#8220;L&#8217;elefante in salotto&#8221; blog di arte e cultura &#8211; 23 marzo 2022<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le stanze della memoria<br>(&#8230;)Il percorso artistico di Laura Di Fazio ha origine oltre trent\u2019anni fa dall\u2019interesse per la creazione manuale, posta in dialogo con le radici familiari e le esperienze personali. Un viaggio che parte dal reale, concedendo sempre pi\u00f9 spazio al segno, al colore e alla materia, in un mutuo scambio tra pittura e incisione in cui prevale la stratificazione e la sperimentazione di nuove tecniche. (&#8230;) Le opere di Laura Di Fazio sono come stanze della memoria nelle quali regna sovrano l\u2019ordine: tutto \u00e8 metodicamente ordinato e sottoposto all\u2019auto-riflessione dell\u2019artista stessa. Ecco che allora, quando si vuole ripercorrere a ritroso una carriera cos\u00ec prolifica, eterogenea ma coesa, sembra di entrare in una casa guidati dalla mano pi\u00f9 esperta, in cui ogni stanza racconta una storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una stanza tutta blu<br>La prima stanza ideale nella quale possiamo immaginare le opere di Laura Di Fazio \u00e8 tutta blu, ha il sapore dei ricordi di una bambina che, insieme al padre fotografo, vede per la prima volta la magia di una foto sviluppata sul foglio bianco. Le cianotipie, alla base di molti suoi lavori, conservano uno svelamento pieno di stupore che mantiene una forte componente pittorica. In Camere blu (2019), la tecnica prefotografica, quasi arcaica, porta alla luce i soggetti, oggetti che altrimenti andrebbero dimenticati: la vecchia macchina fotografica del padre o la caffettiera di tutti i giorni. Si tratta di composizioni, scene con diverse variazioni, che suggeriscono spazi conosciuti, evocano nature morte, erbari, illustrazioni scientifiche. Figure in qualche modo familiari a tutti noi.<br>Se Camere blu possono essere considerate come una personalissima rivisitazione della natura morta, Nuove Costellazioni Familiari (2018-2019) mostra un diverso modo di impiegare la tecnica cianotipica. (&#8230;) Le immagini rielaborate sono tratte dall\u2019archivio fotografico di famiglia o da cartes de visite, piccole fotografie ottocentesche collezionate dall\u2019artista. (&#8230;) Sottrarre all\u2019oblio ci\u00f2 che pu\u00f2 essere dimenticato e riportare alla luce il passato \u00e8 un tema ricorrente nell\u2019opera di Laura di Fazio, che viene sviluppato attraverso una grande sperimentazione tecnica volta a indagare le propriet\u00e0 e le caratteristiche del segno e della materia. Ci si muove, quindi, tra le sue opere dalla cianotipia all\u2019incisione calcografica, dalla xilografia alla pittura con un linguaggio contemporaneo, libero e aperto a diverse soluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Una stanza con muri di stoffa<br>La stanza ideale successiva ha le pareti ricoperte di stoffa. Una passione, quella per i tessuti e le trame, che riecheggia un po\u2019 ovunque nel lavoro di Laura Di Fazio. Figlia di una sarta, rielabora in modo personale questo tema in cui il cartamodello diventa elemento essenziale. Quasi a voler ritrovare i legami e gli affetti, alla madre Anna dedica il ciclo Costellazioni Familiari (2015). Si tratta di una serie di gumprint su cartamodello; una tecnica di stampa d\u2019arte simile a una litografia che partendo da una\u00a0 riproduzione fotografica e con l\u2019ausilio di gomma lacca, gomma arabica e matita litografica consente di realizzare un numero limitato di stampe tirate con torchio calcografico. Questa passione ritorna anche nel progetto Come Stoffa che riunisce pi\u00f9 cicli in cui riecheggiano gli intrecci di un mondo vegetale che si ispira ai wallpaper e pattern inglesi di met\u00e0 Ottocento. Di questo progetto fanno parte le incisioni del ciclo Pattern Arazzo (2015) in cui l\u2019incisione a puntasecca crea sulla lastra quasi dei fili che vanno a formare una trama. (&#8230;) Queste incisioni conducono al ciclo pittorico del 2017 Arazzi, in cui le stratificazioni di segni e di colori trasformano la superficie in un arazzo. Si creano quasi degli arabeschi orientali in cui non c\u2019\u00e8 una gerarchia dei segni, l\u2019occhio si perde tra trame vegetali e il colore diventa il protagonista. Questo avviene anche in Risvolti, ciclo di dipinti su tela e carta, dove la carta Hahnem\u00fchle particolarmente morbida, viene trattata quasi come stoffa consentendo all\u2019opera di emergere e invadere lo spazio circostante come potrebbe fare un abito (&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Una stanza oltre i muri<br>L\u2019ultima stanza ideale ha fiori sulle pareti. In effetti questa stanza \u00e8 stata realizzata davvero nell\u2019istallazione alla galleria SBLU Spazioalbello di Milano nel 2017 in cui le puntesecche di Laura Di Fazio prendono vita. Momento essenziale all\u2019interno della ricerca dell\u2019artista, infatti, \u00e8 la rottura della superficie piatta della tela e della carta come nei Risvolti (2017) e nelle Fioriture (2017). In Fioriture, ciclo di incisioni a puntasecca, ogni opera \u00e8 costituita da incisioni di dimensioni diverse, ripiegate in forma di origata per aprirsi e chiudersi una dentro l\u2019altra. L\u2019ispirazione muove dalle efflorescenze tipiche dei muri, le pareti vengono cos\u00ec letteralmente \u201cfatte fiorire\u201d conferendo all\u2019incisione, bidimensionale per tradizione, una forma plastica aggettante dove il segno e il colore acquistano \u00abun importante ruolo comunicativo e sensoriale\u00bb. (&#8230;) I lavori di Laura di Fazio sono sempre accurati e pazienti in una riflessione sull\u2019arte come oggettivazione di una presenza, attraverso la propria esperienza umana e sono, al contempo, una riflessione sulla forma d\u2019arte e sul rituale del \u201cfatto a mano e su misura\u201d. Un libro della memoria, realizzato con cura e amore, che, con coerenza, parla direttamente a chi lo sfoglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\">&#8220;Come stoffa&#8221; &#8211; testo critico di Rossana Cesareo<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\">in occasione di Paratissima Art &amp; Fair, Fabbrica del Vapore Milano<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, serif;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel progetto <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Come stoffa <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">che si sviluppa nel ciclo degli Arazzi e dei Ri<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">s<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">volti,<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> sono le stratificazioni di segni e di colore a trasformare l\u2019opera in arazzo. Stratificazioni di motivi &#8211; damaschi e geometrie floreali &#8211; pattern decorativi dalle fortune alterne, che evocano interni titolati e illustri via via trascorsi <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">nelle<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> memorie familiari <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di tappezzerie <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">d&#8217;antan<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">.<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> F<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">igure di quegli scenari domestici o teatrali che aspirano a un decoro e a un gusto destinato <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">forse<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> a estinguersi con le generazioni. La citazione tuttavia non si esaurisce in questa notazione tematica, ma viene usata <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">da Laura Di Fazio <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">come una materia prima, carica di tutte le possibilit\u00e0 che pu\u00f2 esplorare <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">coerentemente con quelle poetiche del \u201cpattern painting\u201d che riscattano la decorazione dentro una profonda intuizione dei procedimenti cognitivi con cui vediamo e percepiamo le forme<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Arazzi si evolvono cos\u00ec nei Risvolti, sculture da parete, inediti omaggi <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> al colore e allo spazio <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> a ci\u00f2 che la luce <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e le forme <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">fa<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">nno<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> accadere sulla tela. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">&#8220;Trame, linea di incontro in verde&#8221; &#8211;&nbsp; testo critico di Luca Rendina<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">in occasione della mostra al Cubet di ottobre 2017<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Solo nella ricerca spinta oltre la figurazione e il racconto, si \u00e8 potuto verificare l\u2019esistenza di una pittura dove la <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">ripetitivit\u00e0 degli elementi <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">diventa la <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">disciplina<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> che assicura l\u2019approfondimento dell\u2019indagine pittorica. Ma se l\u2019arte \u00e8 acquisizione di elementi, di storia, di dati e di esperienza, il risultato di questa indagine \u00e8 l\u2019arricchimento e l\u2019espansione del pensiero pittorico. La ricerca artistica di Laura Di Fazio<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u00e8 una <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">continua riflessione sull\u2019arte come oggettivazione di una presenza<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> e come rispecchiamento della realt\u00e0, un approfondimento attraverso la propria esperienza umana e la propria memoria. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Il suo lavoro nasce dai ricordi dell\u2019infanzia<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, dall\u2019incanto che l\u2019artista provava nel veder lavorare la madre nelle complesse costruzioni che il lavoro di sarta comportava. Questa pittura parte dall\u2019esperienza del \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">pattern painting<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u201d e indica come la stratificazione, la materia cromatica e la luce fanno accadere sulla superficie della tela, avvalendosi di segni, delle suggestioni che ripetendosi idealmente all\u2019infinito provocano uno stato di \u201ctrance\u201d. In queste opere suggestive si configura cos\u00ec un <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">viaggio introspettivo<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, in un continuum, per acquisizioni strettamente consequenziali, che inducono al superamento del fatto materico e al viraggio interiore, attraverso <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">un lavoro lento, meticoloso, paziente,<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> come in una meditazione zen, con il risultato di restarne rapiti in una sorta di estasi. \u00c8 un lavoro che necessita di una lunga gestazione e di un fare accurato e tenace. Parallelamente, ma strettamente convivente, la ricerca di questo nuovo segno pittorico, di dipinto in dipinto, ci presenta un\u2019impronta di coerenza e di univocit\u00e0. Nascono cos\u00ec le tele di Laura, dove si sottende un<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">\u2019intelligente e passionale lettura del proprio intimo<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> e, in lontananza, la sedimentazione di letture, visioni, artisti studiati e amati che ritornano nelle ricchissime e attente vibrazioni di luce: graduali stesure di colori sovrapposti, il cui segno pittorico insistito e lanoso, insieme con la ricercatezza dei suoni dell\u2019opera, conferisce all\u2019intero corpo di queste opere una sensazione di dilatazione estrema e di pittoricismo intenso e coaguli improvvisi di colore.<br><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Anche nella preziosa serie dei <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">cartamodelli<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, il colore e il segno vivono di variazioni tonali in senso dinamico percettivo e misteriosamente atmosferico, dando l\u2019illusione del ritrovamento, nella valigia della memoria, di un paesaggio di <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">sentimenti e mondi familiari<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, dove il cartamodello come in una <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">mappa <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">propone una storia avventurosa ma nel contempo fatta di quotidianit\u00e0, dove la &nbsp;carta accompagna questo viaggio nelle emozioni sottili, aprendo a quella sensibilit\u00e0 che c\u2019\u00e8 in ognuno di noi.<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">&#8220;Costellazioni familiari e altre fioriture&#8221; &#8211; testo critico di Patrizia Foglia, storica dell&#8217;incisione in occasione della personale allo SBLUspazioalbello di giugno 2017<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> <em><span style=\"color: #000000;\"><strong>Percepire la bellezza. Il mondo iconico di Laura Di Fazio<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><span style=\"color: #000000;\"> \u201c<em>Ogni essere vivente ricava un piacere dall\u2019esercizio delle proprie energie. Le sue mani sono guidate dalla memoria e dall\u2019immaginazione, ma anche dai pensieri degli uomini delle epoche passate, ed egli crea in quanto \u00e8 parte del genere umano, Se lavoreremo cos\u00ec, saremo uomini e i nostri giorni saranno felici<\/em><span style=\"font-size: 16px; font-style: normal;\">\u2026\u201d. Questo celebre passo della conferenza di William Morris <\/span><em>Useful Work v. Honest Toil (Lavoro utile e fatica inutile), <\/em><span style=\"font-size: 16px; font-style: normal;\">tenuta nel 1884 all\u2019Hampstead Liberal Club di Londra, racchiude in s\u00e9 tutta la tensione di quegli anni fecondi per un nuovo significato sociale dell\u2019arte ma sintetizza anche il senso profondo della creazione artistica. Laura Di Fazio ci ha abituato da tempo ad una continua ricerca del bello e del vero, ad una sperimentazione che trasforma motivi storici e tecniche tradizionali in elementi per dar voce a forme espressive contemporanee, come affermava si dovesse fare, gi\u00e0 nel 1856, Owen Jones, pioniere dell\u2019Art &amp; Craft inglese, nel suo pi\u00f9 importante contributo al movimento, <\/span><em>Grammar of ornament. <\/em><\/span><\/em>Il suo percorso artistico parte da molto lontano, da una riflessione pacata e razionale del significato stesso del fare, del comunicare, del riflettere su motivi ispiratori alimentati da esperienze personali, confronti, sollecitazioni. Se la prima tappa di questo viaggio \u00e8 quella della visione del reale, nelle sue pi\u00f9 diverse articolazioni, legata in modo particolare agli elementi naturali e alla figura umana, che resta uno dei motivi ricorrenti della sua produzione, le successive riflessioni nascono dall\u2019attenzione per il segno, la linea, i materiali che costituiscono l\u2019opera, che gradualmente acquista tridimensionalit\u00e0, divenendo quasi scultorea.<\/p>\n\n\n\n<p>La commistione tra tecniche diverse, partendo da quelle incisorie, con le quali Di Fazio ha da sempre un legame profondo e appassionato, ha reso possibile proprio questo lento e progressivo abbandono dello spazio piano verso un \u201cmondo\u201d fatto di legami familiari, di fili che si intrecciano, e non solo simbolici, di icone che dialogano tra loro, siano esse riprese dal mondo vegetale, in omaggio alla tradizione dei wallpapers e patterns inglesi di met\u00e0 Ottocento, oppure dal proprio vissuto familiare, volti che affiorano dalla memoria di quando si era bambini, ci si lasciava trasportare dalla fantasia in pianeti fatti di carte e di magia. A chi si sofferma a guardare le sue opere sembrer\u00e0 allora di ripercorrere a ritroso, quasi miracolosamente, quel processo illusorio che \u00e8 alla base della creazione artistica. Figlia di un fotografo, l\u2019artista recupera anche quella \u201c<em>invenzione maravigliosa<\/em>\u201d che mise in discussione da subito, gi\u00e0 in quel lontano 1839, tutta l\u2019arte che faceva della verisimiglianza con il reale il suo soggetto privilegiato. \u201c<em>Una rivoluzione nell\u2019arte del disegno e dell\u2019incisione, di cui molto forse soffrir\u00e0<\/em>\u201d cos\u00ec affermava l\u2019articolista che il 15 gennaio 1839 scriveva del nuovo processo fotografico sulle pagine della <em>Gazzetta privilegiata di Milano,\u201cpoich\u00e9 mediante il processo in questione, la natura stessa verr\u00e0 riprodotta in un batter d\u2019occhio, senza la cooperazione della mano dell\u2019uomo\u201d. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle <em>Costellazioni familiari <\/em>realizzate a gumprint, tecnica di stampa poco diffusa in Italia, ecco entrare prepotentemente in gioco la sfera affettiva, diventare materia di indagine quella parte di s\u00e9 che ci lega al nostro passato ma che \u00e8 elemento imprescindibile del domani. I cartamodelli fanno da sfondo alla figura umana, a quella della madre Anna, sarta, cui l\u2019artista fa omaggio, nella semplicit\u00e0 con la quale recupera l\u2019elemento base del lavoro artigianale. Di Fazio tesse dei legami con il proprio vissuto pi\u00f9 intimo e nascosto, ci mette davanti a dialoghi fatti non con le parole ma con immagini eloquenti. C\u2019\u00e8 molto amore in queste opere, c\u2019\u00e8 quello che non si riesce a dire con le parole, ci sono gli sguardi dolci, i sussurri dell\u2019anima, forse un po\u2019 di malinconia\u2026piccole stampe fotografiche sono nascoste in preziosi origata, che conservano in armonia sentimenti e legami personali. La volont\u00e0 di sperimentare porta l\u2019artista a far dialogare tra loro oggetti diversi: troviamo cos\u00ec le <em>carte de visite<\/em>, fotografie all\u2019albumina che facevano sfoggio negli album di famiglia della borghesia tardo-ottocentesca, unite tra loro grazie alla carta filata, a creare immaginari legami familiari, affettivi, generazionali nel mondo immaginario di artista e spettatore. Accanto alla fotografia, le puntesecche a soggetto decorativo fitomorfo, le <em>Fioriture<\/em>, innovativo elemento misto tra grafica e scultura, nelle quali anche il colore acquista un importante ruolo comunicativo e sensoriale. Il cuore ricerca se stesso nella natura degli <em>Arazzi, <\/em>puntesecche dall\u2019effetto vellutato, eleganti textures grafiche, o nelle <em>Geometrie<\/em>, che richiamano la sapienza della xilografia giapponese; in lastre realizzate a carborundum, puntesecche su plexiglass, a pasta fluida, ritratti che affiorano prepotentemente dalla trama di un tessuto, dettagli, parti di volti, occhi che cercano, labbra sussurranti. Al monotipo, all\u2019unicit\u00e0 della rappresentazione, sono dedicate alcune tavole con soggetti diversi, da quelli di ispirazione naturale a quelli di pi\u00f9 criptica interpretazione, nelle quali l\u2019artista si interroga sul cammino da intraprendere, sul luogo dove \u201c<em>vorrei andare\u201d.<\/em> E se la carta \u00e8 elemento imprescindibile della ricerca sui materiali, per Di Fazio diventa essa stessa elemento creativo, cos\u00ec come la tecnica utilizzata, il colore, la dimensione dell\u2019oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono artisti, scriveva Focillon, che sono \u201c<em>attenti ai vari giochi delle forme e della luce, a tutti i soffi erranti alla superficie versicolore del mondo\u2026essi applicano tutte le risorse di un\u2019arte che ha come principio la curiosit\u00e0 e come fine una sintesi espressiva<\/em>\u201d: a questo genere di artisti inebriati dalla vita appartiene, per chi scrive, anche Laura Di Fazio.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>&#8220;Costellazione familiare&#8221;<\/strong> riflessione di <strong>Patrizia Pignataro<\/strong> sulla gum print presentata alla Permanente, in occasione della mostra &#8220;Poetiche in dialogo&#8221; nel mese di febbraio 2016<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8221; Le costellazioni sono una sorta di terapia dell&#8217;inconscio familiare. C&#8217;\u00e8 un figurante che interpreta i tuoi parenti ma quello che vedi agire davanti a te sono i sentimenti. Ci vuole coraggio: devi mettere l&#8217;anima a nudo, molti si ritraggono.&#8221;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u201cANNA\u201d di<strong> Donella Bagnacani,<\/strong> riflessione su gum print presentata allo Spazio Hajech in occasione della mostra &#8220;Visioni d&#8217;Arte&#8221; , febbraio 2015<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nella parete di fondo , blocco a destra rispetto all\u2019ingresso della mostra, attira prepotente lo sguardo. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Catalizza con la grazia naturale della snella figura avvolta da un morbido&nbsp; scialle. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Le lunghe frange annodate alla preziosa bordura acquistano vita dal corpo sottostante , respirano con esso, si gonfiano e si arruffano.&nbsp; Il contrasto tra toni chiari e scuri&nbsp; evidenzia mirabilmente il ricamo dell\u2019orlatura ostentandone la perizia e evidenziandone leggerezza e fluidit\u00e0 . Concreto ma impalpabile. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Ed impalpabile appare anche il volto i cui&nbsp; lineamenti&nbsp; si stemperano nell\u2019aria. Si smaterializzano per fondersi nell\u2019atmosfera&nbsp; permeata da un fitto ordito variegato di linee colorate. &nbsp;Lievi, tenue.<br>Trame di una vita vissuta e che si compendia ora con le tracce rese visibili sulla tela.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testo di Rossana Cesareo, 2012<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8220;L&#8217; approdo di Laura Di Fazio alla pittura \u00e8 arrivato come un lungo, sospirato appuntamento&#8230;.Passando per mete intermedie e tenendo sempre in grande rispetto l\u2019arte gigantesca del colore, Laura ha dedicato molti anni all\u2019incisione, sperimentando ogni sua dimensione e tecnica <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211; acquaforte, puntasecca, ceramolle, acquatinta -, fino a riconoscersi in quelle meno \u201c disegnative\u201d e pi\u00f9 \u201cpittoriche\u201d come il carborundum o nella ricerca mai esaurita di altri materiali e di tecniche sperimentali. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019incontro felice con la pittura ha sancito l\u2019inizio di una nuova produzione che armonizza nel colore temi che le sono familiari (la scrittura come segno, la fotografia come strumento della memoria) dando luogo soprattutto a figure che si ispirano ad altre figure &#8211; e autoritratti. Volti o gesti vengono lasciati affiorare, oppure trovati con qualche stilizzazione, suggestiva quanto pi\u00f9 somigliante a certe deformazioni dei sogni e dei ricordi in una continua correzione fra fotografie e immagini interiori.&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>The colour of (my) emotions I- <\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong>Scheggia emozionale<\/strong> di Donella Bagnacani (21 luglio 2012)<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non grigio \u2026velature \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">nebbie impalpabili che offuscano il cammino \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">materica leggerezza della tristezza che si fa forma e persona \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">ripiegamento totale in un bozzolo limitante \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">non urlo \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">mancanza di suoni per una implosione di muta consapevolezza del prevalere ineludibile del destino \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">sogni assopiti in una dolorosa attesa \/ <\/span><span style=\"color: #000000;\">ogni ribellione \u00e8 vana nel fluire scansionato del tempo<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Scheggia tecnica <\/strong> di Donella Bagnacani (21 luglio 2012)<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pennellata fluida e magistrale. Uso sapiente del colore che con scelta monocromatica conferisce forma e volume alla figura connotando altres\u00ec lo spazio che si costituisce all\u2019intorno. Solo il volto parzialmente illuminato risalta impenetrabile e assorto. La stessa luce sembra spegnersi in una chiusura fissa sottolineata dal cupo delinearsi delle labbra chiuse. Volutamente il tratto imperioso del sopracciglio e dell\u2019occhio confermano la chiusura ed il ripiegamento su una interiorit\u00e0 da cui attingere nuova forza.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PADIGLIONE TIBET &#8211; testo di Laura Di Fazio, 2011<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Ca&#8217; Zanardi a Venezia dal 4 giugno al 30 agosto 2011<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo lavoro, ho scelto il titolo del libro del lama Pabonka Rimpoche <strong>&#8220;La liberazione nel palmo della<\/strong> <strong>tua mano<\/strong>&#8220;, l&#8217;opera, su carta di riso giapponese 40 gr&nbsp;cucita su di una sciarpa di seta bianca lunga 3 metri e larga&nbsp;30 cm,&nbsp;\u00e8 composta di: 1 monotipo, dal titolo &#8220;Labirinto\/mandala&#8221;,&nbsp;&nbsp;12 incisioni a puntasecca e intervento materico, dal titolo &#8220;La liberazione nel palmo della tua mano&#8221; e 1 lastra non incisa dal titolo &#8220;la chiara luce&#8221;&nbsp;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poetica &#8211; <\/strong>Poich\u00e8 la cultura, la storia e le tradizioni del Tibet si intrecciano strettamente alla filosofia buddista, avevo pensato in un primo tempo di rappresentare la molteplicit\u00e0 dei simboli cari ai tibetani (dal mandala al vajra, dal fiore di loto ai templi dagli occhi dipinti), mi ero poi orientata sulle sue rarefatte atmosfere \u2026&nbsp;Ma, in cuor mio, volevo rappresentare gli uomini e le donne, i monaci e i laici di questo paese oltremodo ferito, mi sono allora soffermata a riflettere su di un tema fondante della filosofia buddista, la meditazione, pratica sulla quale mi sono spesso confrontata anche per interesse personale.&nbsp;La particolare posizione delle mani e la loro ripetizione, incarna dunque il popolo tibetano, popolo paziente e non violento.&nbsp;La variazione di colore, dal blu scuro al rosso\/arancio al giallo (colori della bandiera tibetana), sta invece a significare le progressive variazioni della mente.&nbsp;Mentre il \u201clabirinto\u201d, simbolo emblematico della tradizione occidentale, ma sovrapponibile al mandala, quale percorso evolutivo della mente, \u00e8 la porta nella quale si deve necessariamente entrare per poter iniziare la propria \u201cliberazione\u201d sino all\u2019annullamento di ogni ego e forma.&nbsp; (i leggeri fogli di carta di riso sono cuciti alla pashmina solo da un lato come i piccoli lembi di stoffa, preghiere che si muovono al vento sulla cima dei templi).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE INCISIONI MATERICHE<\/strong> di <strong>Donella Bagnacani<\/strong>, 28 giugno 2011<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small;\">Quattro immagini. Quattro icone. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Nell\u2019ultima produzione le figure incise acquistano corposit\u00e0 e volume grazie ad una sperimentazione continua che ha portato Laura a fondersi con i suoi lavori. Si avverte un legame forte con gli aspetti manuali dell&#8217;essere artista e l\u2019utilizzo della materia l\u2019 avvicina ad una tecnica nella quale segno e materia divengono tutt&#8217;uno, dove la tela stessa \u00e8 campo di lavoro manuale che arriva a coinvolgere anche l\u2019amato torchio. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Per Laura la libert\u00e0 di espressione \u00e8 linfa vitale, condizione comunque imprescindibile. L\u2019istinto a cui si abbandona e il sentiero che decide di seguire , la portano lungo un labirinto intricato concentrato nelle ultime opere sulla figura umana , scomposta con metodo analitico nella sua essenza. Sgorgano cos\u00ec icone mitologiche costrette a rivivere all\u2019infinito la profondit\u00e0 del dramma originario che pure le costituisce. <\/span><span style=\"font-size: small;\">La densit\u00e0 e la corposit\u00e0 del segno conferiscono toni e luci non pi\u00f9 pimenti o chiaroscuri , ma emozioni e sentimenti di inusitata potenza. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Si tratta di un cammino nuovo, intrapreso con la semplicit\u00e0 di una urgenza creativa alla costante ricerca di pi\u00f9 efficaci forme espressive.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small;\">Ed \u00e8 nuovamente solo l\u2019inizio.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: small;\">Testo di <strong>Donella Bagnacani<\/strong> (dicembre 2010)<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Approdo ed inizio.&nbsp;&nbsp; Il torchio, tuo amico e compagno di viaggio, attraverso varie tecniche \u00e8 ormai in grado di esprimere le voci dell\u2019anima in modi e forme in cui il segno si dilata , si contorce, urla il suo segreto con una forza inusitata.&nbsp; Ed ecco sorgere da una siepe monocroma- selvaggia- mal trattenuta in un groviglio pulsante<em>, un corallo rosso<\/em>&#8211; <em>sanguigno- vitale<\/em> che sovrasta il buio sottostante e risplende di fuoco interiore.&nbsp; E ancora, ammonitrice in un forte contrasto cromatico, appare <em>la mano<\/em> che indica ferma un fiore candido, <em>la calla<\/em>, dal trattenuto calice puro e semplice ma dal simbolismo potente.&nbsp; E attraggono lo sguardo ben delineate <em>figure femminili<\/em>, dai tratti spigolosi e dal segno deciso: universi da esplorare che magnetizzano per la forza evocativa.&nbsp; Le stampe alle pareti e quelle raccolte in cartelle mostrano ovunque un processo creativo, tecnico e di ricerca in continua evoluzione, teso al superamento di ogni limite, in cui il segno perde la sua identit\u00e0 diventando forma e pensiero. Attraverso questa costante ricerca sulle possibilit\u00e0 di innovazione del linguaggio \u00e8 risultato naturale l\u2019attuale accostamento ad altre forme pittoriche di elaborazione pi\u00f9 immediata. Nasce cos\u00ec la serie dei ritratti realizzati con la tecnica della <em>pittura acrilica<\/em> in parte esposti nella collettiva \u201cUt poesi pictura\u201d . La somiglianza con i soggetti ritratti non \u00e8 raggiunta solo con l\u2019individuazione delle proporzioni anatomiche ma \u00e8 soprattutto perfezionata attraverso un\u2019introspezione in grado di farne emergere il carattere e gli stati d\u2019animo che ne costituiscono l\u2019essenza.&nbsp; La scioltezza del tratto e alti valori di contrasto con rapidi passaggi dalle luci alle ombre ne qualificano l\u2019immagine, denotandone ansie e timori sia pur pudicamente celati.&nbsp; Il mistero aleggia infine sovrano, accentuato da un ottimo contesto chiaroscurale dalle preziose velature e dall\u2019uso fugace del collage , dettaglio essenziale all\u2019esplorazione dell\u2019anima.&nbsp; Grazie alla tua abilit\u00e0 si evidenziano e traspaiono caratteristiche peculiari fissate sulla tela con pochi tratti sicuri ed espressivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8220;piccoli ritagli&#8221; di Donella Bagnacani, <em>riflessioni su alcuni lavori presenti nella pagina Dipinti, dicembre 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La conchiglia e l&#8217;albero<\/strong>, involuti in una ricerca di identit\u00e0 che si va lentamente socchiudendo alla luce, per crescita e maturazione si discosta grandemente dall\u2019ultima tua produzione. Sarebbe come paragonare il chiarore dell&#8217;alba con il vivido fulgore del mezzogiorno.&nbsp; Il raccoglimento speranzoso di prima si confronta con l&#8217;acquisita certezza di ora. Anche dal punto di vista tecnico la costruzione armonica ed originale, ne cesellano una rara compiutezza formale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Macchine da non rottamare <\/strong> \u00e8 semplicemente perfetto. Il soggetto pensoso ma ironico \u00e8 colto in un momento di decisione elaborata. Esprime una inossidabile determinazione sia pure mitigata dallo sguardo consapevole e malizioso. La postura \u00e8 morbida e il sorriso appena accennato ne accentua l&#8217;intima sicurezza. E\u2019 infine pervenuto alla conoscenza e quindi all&#8217;affermazione del proprio sentire:. svelamento dell&#8217;animo che conduce a permeare di s\u00e9 cose e persone.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il cuore della primavera senti muovere\u2026 <\/strong>\u00c8 il profumo della primavera, odori ed effluvi di un risveglio appena accennato ma gi\u00e0 dirompente nelle percezioni della sua immanenza. E\u2019 il tepore di un mattino che ti desta e ti induce ad osservare le prime gemme , la rugiada che imperla ed adorna una natura ancora intirizzita. E\u2019 lo stupore , la meraviglia di un miracolo che si ripete diverso seppure uguale In un rinnovamento continuo. Ed il volto effonde l\u2019emozione attonita prepotentemente percepita: felicit\u00e0, gioia intima che dal cuore vorrebbe espandersi ma che pudicamente \u00e8 frenata e racchiusa tra le pieghe dell\u2019abito morbidamente trattenuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Que serons- nous sans toi &#8211; <\/strong>Diafano personaggio sospeso in un piano onirico di sentimenti e sensazioni. Il volto quieto permette di cogliere un\u2019emozione interiore che vibra nei lineamenti sfumati e trae luce dal contrasto con lo sfondo scuro e con la nera chioma. Pensosa, in attesa di ci\u00f2 che accadr\u00e0. Non vi \u00e8 angoscia ma un alone di mistero aleggia nell\u2019espressione composta e intensa permeandone il candore velato dell\u2019abito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gacela de la terrible presencia\u2026.<\/strong>In cui AMORE diviene svelamento del fine unico a cui uniformare il proprio vivere. Incute timore la determinazione dello sguardo che trae vita dall\u2019incauto osservatore. Il pallore diafano del volto \u00e8 accentuato dal nero degli occhi, dai capelli corvini raccolti e severi, dall\u2019abito scuro ed essenziale. Pennellate di porpora nel manto imprimono vigore e forza al personaggio imploso altrimenti in un tormentato mondo interiore di sentimenti contrastanti. Creatura passionale, sicura delle proprie capacit\u00e0 e soprattutto votata a scelte categoriche assunte con decisa volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io costeggio l\u2019amore\u2026<\/strong> Come torrente impetuoso con mulinelli e vortici che sgretolano argini sommergendo le quiete rive. Non un dolce naufragare attende l\u2019istanza d\u2019amore ma un estremo lottare senza indugi. Agire contro per andare verso: per l\u2019oggi..per il domani\u2026per sempre. E l\u2019abito ha l\u2019oro sul petto colmo d\u2019amore e il porpora bellicoso e ardito nel manto. E il volto in parte celato dal copricapo ha tratti delicati dal piglio maschile, contratti nella risolutezza dell\u2019azione. E lo sguardo trafigge minaccioso e dolente. E il dualismo degli opposti trova nell\u2019amore il superamento di ogni divergenza. Presenza eterea e incorporea pur nella sua materialit\u00e0, incarnazione vivente di una sensibilit\u00e0 incorrotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Testo <strong>di Donella Bagnacani, novembre 2009<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAncora una volta ho potuto verificare di persona la costante ricerca di rinnovamento nella tua produzione artistica. Prima ero incantata dal tuo mondo fantastico ed immaginifico , dal tocco lieve e dalle forme aeree, dai tuoi gatti soffici, dalle piume e conchiglie e foglie e fiori &nbsp;appartenenti ad un paradiso incontaminato in cui l\u2019uomo non aveva una propria individualit\u00e0 ma era spettatore muto seppur pensoso. Ora il tuo sguardo ha compiuto lo \u201csvelamento\u201d e l\u2019uomo che \u00e8 apparso \u00e8 il Creato. Colui che incentra e rappresenta la maraviglia, l\u2019opera compiuta \u2026nel bene e nel male. Ed ecco dal caos prende forma e vita un corpo plasmato che si impone con la forza ed il vigore che gi\u00e0 sa esprimere. La creatura reclama dalle tue mani la&nbsp; vita ed il tratto si fa aggressivo e deciso perch\u00e9 &nbsp;avverti l\u2019urgenza della forma che respira al tuo tocco. Ancora una volta sei riuscita trasmettermi le tue emozioni\u2026grazie.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testo di Rossana Cesareo, maggio 1993<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c&#8230;Per scegliere come supporto, fra tanti materiali, un metallo occorre una certa determinazione, una tenacia di carattere non comune. In questo segno ostinato sta forse la ragione di una particolare adeguatezza delle tecniche incisorie ad esprimere asprezze dell\u2019anima, zone profonde di sola ombra o paesaggi di malinconici grigi.<br>Nel lavoro di Laura di Fazio questa ostinazione non serve alcun urlo, n\u00e8 scopre indicibili contrasti interiori, coincide piuttosto con l\u2019affermazione di una parola, la propria.<br>Si pu\u00f2 attaccare una lastra per il gusto di imprimervi un segno, con la stessa determinazione con cui i bambini assaltano il selciato dei cortili con il gesso; come loro, tracciare uno schema, un \u201cmondo\u201d sotto il proprio dominio, sul quale viaggiare, saltare, conquistare.<br>Cos\u00ec nascono i \u201cgiochi\u201d e come ogni gioco dell\u2019oca essi consentono a chi li contempli di passeggiare da una figurina all\u2019altra, da un pensiero ad un altro. Alla stessa intenzione appartengono gli \u201caltri animali\u201d di questa esposizione: soggetti \u201csemplici\u201d, tradizionali pretesti per chiunque voglia disegnare, dipingere, incidere, scolpire. Tradizionali, ma non innocenti: sebbene immagini di fiori e animali finiscano per abitare con discrezione le case dei propri acquirenti, da esse si irradiano significati allegorici, forze di fortuna o virt\u00f9 mascherate; per chi voglia riconoscerli. Tutti gli altri possono continuare a guardarli.\u201d<br><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testo di Donella Bagnacani, aprile 1994<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u2026E&#8217; il linguaggio. Non un semplice itinerario attraverso fasi concatenate e progressive, ma una corale che si manifesta con una forza inusitata. Dai toni baritonali delle grezze e potenti &#8220;involuzioni&#8221; iniziali, alla giocosa ironia delle figure\/carta da gioco, alla grazia aerea degli elfi, alla maestosa perfezione dei fiori; e poi, i gatti, cristallini e adamantini nella compiutezza del loro esistere&#8230; Messaggi ora ingenui, ora misteriosi, che affondano le radici negli archetipi della nostra cultura. E&#8217; un labirinto che si dipana sommergendoci in profondi significati. A ciascuno interpretarli e scoprirli, nel ritrovarli, nel riconoscerli consiste l&#8217;universalit\u00e0 di un segno\/linguaggio che si \u00e8 fatto Arte\u2026&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testo di Michela Delfino, giornalista di \u201cDove\u201d, giugno 1998<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c&#8230;Il civico 4 \u00e8 quello del \u201ccortile rosso\u201d, come dicono gli abitanti della zona, un piccolo gioiello corteggiato dagli occhi dei curiosi. Qui, tra rampicanti e vasi di fiori, si susseguono le botteghe degli artisti&#8230; Nello studio d\u2019arti plastiche e incisorie si possono ammirare le incisioni di Laura di Fazio. Le dolci colline toscane, i fiori, ma soprattutto gli animali e i giochi. Sono questi ultimi i suoi soggetti preferiti, svolti in modo semplice incasellando sul dorso di un elefante o di una tartaruga dei fantasiosi \u201cgiochi dell\u2019oca\u201d tutti da interpretare. Per non dimenticare che il gioco \u00e8 importante nella vita di adulti e di bambini, per esprimersi e per comunicare&#8230;\u201d<br><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testo di Rossana Cesareo, estratto dall\u2019introduzione a Ritratti di Gatti incisioni 1991-2004<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201d\u2026Ma veniamo all\u2019occasione, cio\u00e8 alle incisioni con gatti che Laura Di Fazio ha prodotto, sin dall\u2019inizio della sua attivit\u00e0. Gatti prima ritratti di propria iniziativa, e poi, di frequente, su commissione: \u201cQuesto \u00e8 il mio gatto, prego, lo disegni\u201d. E non bastava una fotografia? Cosa pu\u00f2 offrire in pi\u00f9 una di queste incisioni che possono stare l\u00ec a guardare voi mentre lavorate, leggete, vivete dentro qualcosa che dite essere la vostra casa? Chi conosce cos\u2019\u00e8 vivere con un gatto pu\u00f2 indovinare dove voglio arrivare: un gatto restituisce al luogo in cui vive il senso della presenza. Esistere \u00e8 stare al mondo: anche senza parole, anche senza far niente; \u00e8 abitare uno spazio come si pu\u00f2, come si sa.&nbsp; E i gatti lo spazio lo abitano, sempre, mi sembra &#8211; non ne ho mai incontrato uno che smentisse questa sensazione &#8211; con padronanza e grazia..Perch\u00e9 apprezzo dunque queste incisioni? Perch\u00e9 in esse si cerca il gatto con i mezzi del disegno e della traccia sul metallo, spesso rinunciando alla strada sicura del contorno; mezzi che garantiscono una certa asciuttezza alla visione \u2013 scongiurando i rischi del tenero &#8211;&nbsp; e favoriscono piuttosto la possibilit\u00e0&nbsp; di rappresentare una idea difficile, dove si incontrano l\u2019apparizione e la presenza, ingredienti di una convivenza che non ha eguali, dove convivono estraneit\u00e0 e prossimit\u00e0, differenza e affetto, a conforto e monito di noi, che gatti non siamo.\u201c<br><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Laura Di Fazio: uno sguardo sull&#8217;incisione di oggi&#8221; &#8211; estratti dall&#8217;articolo di Greta Meroni su &#8220;L&#8217;elefante in salotto&#8221; blog di arte e cultura &#8211; 23 marzo 2022 Le stanze della memoria(&#8230;)Il percorso artistico di Laura Di Fazio ha origine oltre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/?page_id=10\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/10"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10"}],"version-history":[{"count":38,"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/10\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3709,"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/10\/revisions\/3709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lauradifazio.it\/cms\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}